venerdì 13 marzo 2020

CHI CERCA TROVA

Buongiorno alla sera a tutte e tutti.

Poter pensare al giorno dopo e dire...domani sarà una bellissima giornata, ecco cosa mi rende felice. Ma non è sempre stato così. 
Voglio raccontarvi qualcosa di me che vi farà capire perché sono diventato maestro, ma non lo raccontate a nessuno perché è un segreto e lo voglio sussurrare solo a chi merita di ascoltarlo.

Prima di diventare maestro ho lavorato in tantissimi posti e in mille modi diversi: ho spostato blocchi di marmo, aggiustato macchinari, dipinto palazzi, rilegato libri....ma ogni volta il mio pensiero andava al giorno dopo....e non mi sentivo felice. 
Così dopo aver quasi distrutto un macchinario che rilegava i libri perché mentre le pagine mi passavano davanti io leggevo le poesie che contenevano e dopo aver quasi fatto finire una gru fuori dai binari perché mentre la spostavo leggevo il mio libro, ho ricevuto una chiamata. 
Sarei potuto diventare insegnante! 

Penserete che io sia stato felicissimo, che abbia fatto i salti di gioia, ma non fu così. 
Non fu facile per me decidere se accettare.
Per prima cosa avrei guadagnato molto meno che non spostare dei blocchi di marmo, poi ho cominciato ad avere paura di non essere in grado di insegnare. 
Vi rendete conto quanta responsabilità avrei avuto a dover crescere dei bambini?
Come avrei attirato l’attenzione di tutti quei marmocchi?
 Sarei stato la persona giusta per poter educare figli non miei? 
Mi avrebbero ascoltato?
Mi avrebbero seguito? 
Avevo paura del giorno dopo! Mi venivano gli incubi tutte le notti!
Poi arrivò il primo giorno, il primo giorno di scuola. 
Quasi subito un bambino mi si è avvicinato e mi ha detto un suo segreto. 
Per lui era quasi una vergogna, un incubo; un po’ come per me. 
Mi disse piano piano nell’orecchio: “Sai maestro, io non so leggere!”. 

È stato da quel momento che ho capito. 

Avevo capito che a lui ci avrei pensato io, che gli avrei fatto passare la tristezza, il prima possibile. Così lo abbracciai e gli dissi: “Qual è il problema.....impareremo insieme...”
La mia forza era diventata la sua e la sua forza era diventata la mia.

E da quel giorno non ho mai più avuto paura, non ho mai più avuto gli incubi per la scuola, non ha mai avuto più nemmeno un dubbio se fossi stato in grado di insegnare. E secondo me nemmeno lui.

Ed ecco cos’è per me la felicità: andare a dormire la sera e sapere che la mattina sarò felice.
Sarò felice di alzarmi e di andare a scuola dai miei bimbi per dirgli: 
“qual è il problema....impareremo insieme.”

La felicità era dentro di me, ma non l’avevo ancora trovata.
La felicità è dentro di voi, vi basterà cercarla. 
E se ci vorrà un po’ di tempo basterà avere pazienza perché la felicità non è quello che abbiamo ora, è quello che ci aspetta domani.

La felicità è come il Natale per un bambino che attende i regali, è come un quadro per l’artista che vede nella sua testa il suo capolavoro, è come una musica per un pianista. 

Siate felici dunque perché domani vi sveglierete e abbraccerete le persone che vi amano di più al mondo.

Un abbraccio di felicità.


Ed ora mettetevi comodi, nella nostra “posizione dell’ascolto” e ascoltate questa bellissima storia che parla della felicità e di dove si può comprarla.... basterà cliccare sul titolo qui sotto






6 commenti:

  1. Ciaooo maestro sono Sara,mi riempo il cuore di gioia a sentire la tua voce.Stasera mi addormento con la felicità nel mio cuore ,è proprio vero la felicità non la vedo ma la sento dentro di me. Grazie per farci sentire vicino.Ah dimenticavo sto leggendo un libro molto interessante appena ci vediamo ti racconto la storia .Buonanotte ti voglio tanto bene anche ai miei adorati e birbanti compagni mi mancate tantissimo

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  2. Ciao maestro. Sei riuscito a fare stare fermo mio fratello per ascoltare la tua storia.! Ci vediamo presto
    Lorenzo r

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  3. Ciao maestro sono Giacomo, hai ragione!
    La felicità è andare a letto la sera e sapere che il giorno dopo rivedrò la mia famiglia, i miei amici e i maestri.

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  4. Ciao maestro Francesco io ho due segreti uno che solo pochi lo sanno , poi un segreto dei segreti che solo i miei migliori amici e io non mi va di raccontarlo , sono le due cose che oggi mi rendono felice.
    Io vorrei mettere nel barattolo della FELICITÀ tutti i miei oggetti che ci tengo molto e io vorrei andare un giorno sulle nuvole . Buonanotte da Diletta.

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  5. Ciao maestro Francesco io ho due segreti uno che solo pochi lo sanno , poi un segreto dei segreti che solo i miei migliori amici e io non mi va di raccontarlo , sono le due cose che oggi mi rendono felice.
    Io vorrei mettere nel barattolo della FELICITÀ tutti i miei oggetti che ci tengo molto e io vorrei andare un giorno sulle nuvole . Buonanotte da Diletta.

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  6. Ciao Maestro,
    in queste giornate rifletto… e tutto ciò che mi dici suscita in me tanta felicità, riesci sempre a colpire nel segno!
    Tvb e grazie GIORGIA

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