Buongiorno alla sera...
Visto che siamo nel fine settimana, riparliamo di un argomento un po’ fuori dal comune, sicuramente fuori dai famosi programmi scolastici, ma lo dovevo fare, è stato più forte di me, abbiate pazienza.
Restare rinchiuso a casa mi fa pensare troppo e non so se per voi sia un bene o un male, lo scopriremo quando presto ci rivedremo....
Inoltre parlare dell’Infinito di Leopardi e poi di Dante Alighieri significa forse bruciare le tappe, ma noi puntiamo in alto, molto in alto e quindi non ce ne preoccupiamo, anzi, vediamo se riesco a rendere semplice un racconto difficilissimo. Provate a seguirmi:
Cos’è il genio...?...è fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità di esecuzione...come dicevano in un vecchio film che mi fa sempre sbellicare dalle risate, o è immaginazione, studio, pazienza e perfezione, chissà....
Dante Alighieri è stato sicuramente un genio, un rivoluzionario della scrittura; è riuscito, scrivendo in dialetto fiorentino, che si chiamava volgare, a realizzare la più grande opera della letteratura italiana.
Oggi dire volgare significa proprio del popolo, delle persone meno istruite e più ignoranti.
E infatti chi nel suo tempo non conosceva il latino era considerato ignorante, cioè che non sapeva.
Dante non sapeva il greco antico, non lo aveva mai studiato; addirittura sbaglia a scrivere tutti i nomi greci che mette nella sua storia! Invece il latino lo conosceva, ma decide di non usarlo nel suo libro più famoso: la Divina commedia.
In questo libro Dante compie un viaggio incredibile e immaginario, iniziato probabilmente il 25 marzo, quindi qualche giorno fa, ma nel 1307!!!
E durante questo viaggio, attraversa l’orrore dell’Inferno, per ritrovarsi, passando dal Purgatorio, in Paradiso.
Avete capito bene, proprio al cospetto di Dio.
Ed ecco il genio.....
Nel suo viaggio Dante capiva che si stava piano piano avvicinando a Dio, così ebbe un’idea: più la strada lo portava vicino a Dio e più il suo linguaggio doveva diventare ricercato e difficile, per poi diventare, alla fine, difficilissimo.
Fu così che creò una lingua nuova: l’italiano.
Avete capito perché Dante Alighieri nato a Firenze nel maggio del 1265 è così importante per tutti noi? E perchè la nostra lingua è una delle più belle del mondo?
In onore della giornata dedicata a Dante ho scelto la conclusione della sua opera. La scena che descrive il suo incontro con Dio.
“L’amor che move il sole e l’altre stelle”
Ed ecco un’altra “genialata”: Arrivato davanti a Dio, la sua visione e la perfezione del suo sguardo rese impossibile a Dante, che era solo un uomo, descriverne l’esperienza e ricordarne i particolari e quindi, anche se lui lo vide, NON ci disse com’era Dio! Furbo è??? Anch’io sarei stato curioso di saperlo.
A questo punto mia nonna, che era una bravissima contadina e una casalinga straordinaria, avrebbe detto più o meno così:
“Oh ninin, propri mo’, dopo tut sto zirar in lung e in larg, ‘n t t’arcord pu’nient? Ma pr me nt sapre’ manc zapar, altr che som poeta!”
Vi traduco dal volgare carrarino:
“Caro ragazzo mio, proprio ora, dopo tutto questo viaggio, non ti ricordi più niente? Ma secondo me non sapresti nemmeno zappare, altroché poeta straordinario!”
Ma questa è un’altra vita, quindi torniamo a Lui, al nostro Sommo poeta, a Dante, a cui dopo quell’incontro con Dio restò solo la dolcezza nel cuore di quello che aveva visto.
E così a noi lascia il desiderio di sapere, come in un finale aperto, come la dolcezza della sensazione di un sogno magnifico che non si ricorda.
Ci fa solo capire che Dio è amore assoluto e che noi apparteniamo a questo amore e a questo universo, perché ne facciamo parte, quindi a questo punto a Lui e a noi,
non serve dire altro.
Gassman recita la Divina commedia Ultimi versi del Paradiso di Gassman <<<———clicca
Divina Commedia verso 145 e ultimo del canto XXXIII del Paradiso
L’amor che move il sole e l’altre stelle
«A l’alta fantasia qui mancò possa;
ma già volgeva il mio disio e ‘l velle,
sì come rota ch’igualmente è mossa,
l’amor che move il sole e l’altre stelle».
Divina Commedia verso 145 e ultimo del canto XXXIII del Paradiso
“Alla mia grande immaginazione mancarono le forze;
ma quello che vedevo faceva già girare il mio desiderio e la mia volontà,
come in una ruota che gira e gira senza mai fermarsi
era Dio, era l’amore, che fa muovere il sole e le altre stelle.”
Adesso per chi è riuscito ad arrivare fino a qui un piccolo premio:
Il maestro legge un breve e dolcissimo racconto che parla di un viaggio, avventuroso e straordinario, come quello di ognuno di noi
PALLA DI NEVE


Ciao maestro la storia mie piaciuta molto
RispondiEliminaun saluto da Raffaele
Bella la storia con sotto la musica,sai anche suonare il pianoforte?fortuna a ritrovato la sua mamma!!!!
RispondiEliminaQuando vado a Firenze vedo sempre la sua statua grande con il grosso naso, la mamma mi aveva già raccontato della sua avventura pero non mi aveva detto che era stato così furbo!!!!ciao a tutti Lori
Buon pomeriggio maestro sono Sara, La storia è stata bellissima , molto commovente ed è vero bisogna sempre ascoltare i genitori altrimenti ci si perde e quando si può, aiutare il altri
RispondiEliminaCiao maestro lo sai che ho capito la frase in dialetto?😃 Io Dante non lo conoscevo ma la mamma mi ha detto che sentirò molto parlare di lui!!!Ciao da Andrea
RispondiEliminaBuongiorno alla sera Maestro
RispondiEliminaGrazie per la storia mi è piaciuta molto!
La frase in dialetto mi ha fatto ridere..🤗
A presto
ALESSIA p.
Ciao maestro, io avevo sentito parlare di Dante perchè mio fratello alle medie l'ha studiata da poco. Lo sai che Dante l'aveva chiamata solo Commedia, poi Boccaccio ha aggiunto Divina, me lo ha detto mio fratello Luca. La storia di palla di neve mi è piaciuta molto! Ciao a tutti
RispondiEliminaCiao maestro è stato molto interessante il tuo racconto su Dante , il sommo poeta , anche la storia di Palla di neve , Ciao da Lorenzo B. A domani
RispondiEliminaBuongiorno alla sera Maestro,
RispondiEliminaciò che hai scritto anche se un pò difficile, come sempre mi ha affascinato….
La frase in dialetto l'avevo capita solo in parte e mi ha fatto sorridere.
Grazie anche per la storia che ci hai letto, mi fa piacere ascoltarti perché mi manchi e mancate tutti.
TANTI SALUTI DA GIORGIA.
Ciao Maestro, lo sai che ho visto il cartone del libro? Mi piace tanto come hai raccontato il libro, hai una voce tranquilla e piacevole. Mi piacerebbe studiare la Divina Commedia. Un bacio e un abbraccio a TUTTI. Alessia P.
RispondiEliminaBuongiorno maestro Francesco, non lo sapevo che Dante aveva inventato l'italiano..e' stato molto furbo a non descrivere Dio e lasciarcelo immaginare. A me non mi viene in mente come è Dio.
RispondiEliminaLa storia di palla di neve mi è piaciuta tanto tanto perché mi ha insegnato che non bisogna esplorare troppo in là solo per giocare, ma bisogna ascoltare la mamma o chi hai vicino. Un bacione da Diletta
Ciao maestro
RispondiEliminaoggi sei stato un pò difficile
mi mancate tutti GABRIELE.
Ciao maestro la storia mi e' piaciuta molto e ho capito che bisogna sempre dare ascolto ai genitori. Un saluto da Ambra.
RispondiEliminaCiao, Maestro
RispondiEliminaLa storia è stata molto bella soprattutto quella di Dante.
Ciao maestro la storia mi è piaciuta
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