Buongiorno alla sera.
Questo post è pensato per tutti i papà e quindi anche per me; ecco perché è un po’ più difficile del solito e magari sarebbe meglio lo leggeste insieme ad un adulto. Pronti?
Tanti anni fa, nel 1905 a palazzo Stocket, una residenza privata appena costruita a Bruxelles in Belgio, successe qualcosa di incredibile.
Il palazzo era considerato un capolavoro e per abbellire il suo interno vennero affidati i lavori alle mani abili di veri artisti, che furono incaricati di fondere l’arte con la vita.
Uno di loro si chiamava Gustav Klimt.
All’artista venne affidata la sala da pranzo, e lui dopo averci pensato ben bene, creerà un’opera di rara bellezza.
Ed ecco il primo fatto che non potete nemmeno immaginare: il quadro in realtà non è un vero quadro, ma un maestoso mosaico di pietre dure, coralli, rame, oro e argento, eseguito su un fondo di marmi bianchi: l’Albero della Vita.
Ed ecco la seconda sorpresa: il quadro in realtà è formato da tre enormi quadri!
Tre pannelli che formano una parete lunga ben 7 metri cioè più lunga della nostra classe e alta 2 metri, pensate, alta come una porta!.
Ora vi spiego cosa rappresenta, ma prima riguardatevi bene l’immagine del quadro perchè non tutto è come sembra, soprattutto nell’arte...
Guardando i 3 quadri, da sinistra, si vede una donna. Sembra danzare, sembra aspetti qualcuno.
Al centro un preziosissimo albero, simbolo della conoscenza, della forza, della natura, l’albero è vita.
A destra un abbraccio, simbolo dell’unione tra uomo e donna, un abbraccio tutto d’oro che dona all’opera intera grande valore, aumentando la sua preziosità.
L’Albero della Vita quindi come unione tra la bellezza e l’attesa, con la natura che prevale e spezza la freddezza della solitudine con il calore dei due che si abbracciano.
Ed è così che io immagino il mio papà e la mia mamma tanti e tanti anni fa, quando erano giovani e belli, abbracciati in un momento d’oro, splendido...
La mia mamma che attende il suo amato tra i rami dorati dell’albero della vita e alla fine realizza il sogno di ricongiungersi a lui, con gioia. E lui che l’abbraccia, con forza, quasi soffocandola con tutto il suo amore.
In alcuni casi poi questo abbraccio è rimasto, si è ripetuto e si ripete tutti i giorni, in altri casi l’abbraccio si è sciolto, in altri non si ricorda più nemmeno, in altri si ricorda ma non tornerà più, perché la vita ci porta in tante direzioni diverse, ma quell’abbraccio speciale in realtà, essendo stato un miracolo, è rimasto per sempre e si trova proprio in voi.
Ogni bambino è nato da quell’abbraccio e se lo deve ricordare.
In pratica dove c’è una grande mamma, c’è sempre un grande papà che ha permesso di generare un miracolo: voi.
Potrebbe sembrare una fiaba, ma è realtà, e come sapete, la fiaba ha sempre il lieto fine; basta guardarvi.
E allora proprio oggi, per la sua festa, se lo avete vicino, abbracciate il vostro babbo per ricordargli quel momento, e se non lo avete vicino, per tanti motivi, non abbiatevene a male, chiamatelo, abbracciatelo al telefono, per i più grandi ricordatelo, fateglielo sentire quell’abbraccio, perchè ve lo garantisco, lui ne ha bisogno, ancora più di voi.
Ed ora per chi non fosse stanco di leggere, un Omaggio a Gustav Klimt (mi sembra che lui avesse 4 figli) e a tutti i papà.

Non ho parole per esprimerti la mia ammirazione. Sei un grande maestro!
RispondiEliminaCiao maestro, mi è piaciuto molto e l'ho letto con il mio babbo.
RispondiEliminaRaffaele
Grazie Maestro riesci a toccare le corde più sensibili nascoste in noi.
RispondiEliminaMaestro sei stato bravissimo a scrivere il brano sulla festa del papà ,
RispondiEliminaTi mando un forte abraccio anchio.
Alessia p.
Grazie maestro,che storia fantastica!anche i miei genitori apprezzano questo artista abbiamo una copia di un suo quadro stupenda sono certa che piacerebbe anche a te l ha dipinto la nostra amica di Palermo Gi orgia.Vorrei mandarti la foto ma non so come fare ,buonanotte .😘
RispondiEliminaOps sono Sara
RispondiEliminaGrazie maestro,che storia fantastica!anche i miei genitori apprezzano questo artista abbiamo una copia di un suo quadro stupenda sono certa che piacerebbe anche a te l ha dipinto la nostra amica di Palermo Gi orgia.Vorrei mandarti la foto ma non so come fare ,buonanotte .😘Sara
RispondiEliminaCaro Maestro, riesci sempre a regalarci tante emozioni. Ho letto oggi perché ieri era il mio compleanno e mi sono presa una pausa… per festeggiare, ma ti garantisco che ho stretto forte forte il mio splendido babbo.
RispondiEliminaStringo forte anche te in un caloroso abbraccio.
Grazie
Giorgia
Buongiorno maestro Francesco il disegno di Klimt mi è piaciuto molto perché è particolare e pieno di colori.
RispondiEliminaIl racconto mi è piaciuto, anche se non ho capito l'Albero della vita cosa ha dentro e cosa significa.
Io per la festa del papà ho fatto un biglietto con 2 poesie e un disegno, la mia amica Marty mi ha dato un suo biglietto che aveva doppio con disegnata una coppa che ho decorato con tanti brillantini e dentro un disegno di me e del mio papà. Ho scritto anche una poesia in inglese della maestra Letizia.
Io sono nata da mamma e papà che si vogliono bene, l'abbraccio che mi hanno dato alla nascita io non me lo ricordo ma sarà sempre nei loro ricordi. Ciao maestro mi manca tanto quando fai lo spiritoso, un abbraccio da Diletta
Cara Diletta, hai osservato proprio bene e magari anche altri avevano notato che dentro all'albero c'era qualcosa.
RispondiEliminaNon ve lo avevo spiegato perchè il significato non è proprio da bambini, ma sapete che io ad ogni domanda rispondo e se non fossi chiaro riscrivetemi e vi risponderò di nuovo.
Il corvo nero rappresenta i momenti tristi della vita, le malattie o addirittura la morte, perchè la vita purtroppo è fatta anche di queste cose e non possiamo far finta che non esistano. Ma il nostro artista ha rappresentato l'albero talmente luminoso e dorato proprio per far capire che la vita è bella e deve essere più forte di tutto.
Un abbraccio a tutti e tutte.
Ciao maestro quello che hai scritto mi è piaciuto moltissimo e anche ai miei genitori. Mi ero chiesta anch'io cosa fosse quella cosa nera fra i rami, ora grazie a te lo so. A presto
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