Buongiorno alla sera.
Calmi, calmi, lo sapete che quando scrivo non tutto è come sembra, quindi mettetevi comodi che devo parlarvi di quello in cui si sta trasformando sempre di più la mia vita.
Il vocabolario Treccani, Vangelo della lingua italiana, riporta che una famiglia è una comunità umana,..., in genere formata da persone legate fra loro da un rapporto di convivenza, di parentela, di affinità, che costituisce l’elemento fondamentale di ogni società.
Avete capito? Persone legate fra loro da un rapporto di affinità, di simpatia reciproca, cioè da qualcosa che le rende simili, vicine.
Ed ecco perché voglio parlarvi di tutte le persone che per me in questo momento sono diventate importanti, ma ovviamente non di quelle con cui vivo e con cui condivido la mia casa e la mia intimità, sarebbe scontato, voglio parlarvi di un’altra famiglia che ruota intorno a tutto questo, le maestre della scuola Giromini.
Quando parliamo di famiglia intendiamo anche chi ci aiuta a crescere, con equilibrio e armonia, alcune volte anche inconsapevolmente cioè senza saperlo. In famiglia si impara tutto quello che ci serve nella vita, poi la vita ci permette di mettere in pratica quello che abbiamo imparato, per realizzare il progetto che ci riserva il futuro.
Per me le maestre della Giromini sono come una quercia robusta, perchè è praticamente impossibile abbatterle, nemmeno con una ruspa, ma nello stesso tempo sono fragili e divertenti come il vento fra i suoi rami; loro sono come le fondamenta della scuola, perchè se la sono presa sulle spalle e la tengono ben salda, nonostante i terremoti, l’incuria di chi doveva sistemarla e non lo ha mai fatto e le promesse non mantenute di tanta gente che non merita nemmeno di essere più nominata.
Loro invece ci sono sempre, nonostante le difficoltà di questo momento, perchè non si danno limiti, non vogliono confini nè ordini e sono sicuro che ci saranno sempre quando avrò bisogno di loro.
Loro sono un po’ come la mia famiglia allargata perchè per me l’idea di famiglia si fonda sul prendersi cura l’uno dell’altro, nel sentirsi in dovere di esserci quando serve, nello scambio e nel sostegno reciproco, soprattutto emotivo, cioè sia quando si sta bene che quando si sta male, e nella condivisione delle esperienze vissute.
In questo periodo ci sono state maestre che hanno lavorato tantissimo per me e per gli altri, in silenzio, senza chiedere niente in cambio e state certi che non riceveranno mai delle medaglie, ma potranno forse accontentarsi della mia gratitudine e della mia stima per ciò che stanno facendo, maestre che aiutano dicendoti quello che hanno imparato e maestre che chiedono aiuto senza vergogna, perchè in famiglia si fa così, bisogna sapere essere umili e capire i propri limiti per poter migliorare.
Tante volte durante le mie lezioni la mia porta si è aperta e una maestra, anche di quelle pronte ad andare in pensione, entrava e mi chiedeva un consiglio, perchè voleva risolvere qualche suo dubbio e io, se potevo l’aiutavo, altrimenti andavo a bussare alla porta di qualche altra maestra, con la certezza di non essere giudicato o deriso, perché il segreto di un bravo maestro è anche di insegnare ai suoi alunni che noi sappiamo tante cose, ma non sappiamo tutto e quindi, se davvero vogliamo essere bravi, dobbiamo imparare qualcosa ogni giorno.
È questo che ci si aspetta dalla propria famiglia: sostegno, vicinanza, rispetto e responsabilità.
Abbiamo anche litigato sapete? Perchè se vivi a stretto contatto con qualcuno non sempre ti trovi d’accordo, ma poi ci siamo sempre chiariti, quindi amici più di prima, perchè a volte litigare rafforza l’amicizia invece di romperla, basta avere l’intelligenza di non offendersi e di trovare la strada giusta per spiegare le proprie ragioni. Alcune volte queste ragioni sono rimaste nelle nostre rispettive zucche e il giorno dopo abbiamo continuato a lavorare insieme.
Quando mentre lavori ci sono persone che sembrano tante formichine indaffarate, che non si fermano mai, che ti bombardano di idee e di proposte nuove, ti senti anche tu motivato e incentivato a fare sempre di più e meglio, non meglio di loro, ma meglio di te stesso, cerchi sempre un modo di migliorare.
Entrare a scuola tutte le mattine e sapere che incontrerai quelle persone indaffarate, quei sorrisi amichevoli, quegli sguardi gentili e ascoltare quei “buongiorno” sempre educati, mi manca tantissimo.
Ecco, se mi dicessero qual è una delle cose che ti manca di più in questo periodo, oltre al poter passeggiare, o andare in bicicletta, è il buongiorno e i sorrisi delle mie maestre. Invece se mi chiedessero cosa vorresti regalare loro, direi del tempo, tanto tempo, per farne quello vogliono.
Non ti auguro un dono qualsiasi,
ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo fare e il tuo pensare,
non solo per te stessa, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettarti a correre,
ma tempo per essere contenta.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perché te ne resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti e non soltanto per guadarlo sull’orologio.
Ti auguro tempo per guardare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stessa,
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo, tempo per la vita.
(Elli Michler)
Ciao Maestro mi è piaciuto molto quello che ai scritto e anche mi è piaciuta tanto la poesia.
RispondiEliminaUn abbraccio da Alessia p.
Ciao maestro quello che hai scritto mi è piaciuto moltissimo un saluto da Raffaele
RispondiEliminaBuongiorno alla sera MAESTRO,
RispondiEliminaciò che hai scritto mi emoziona, anche a me manca la famiglia della SCUOLA, i miei compagni, l'abbraccio delle mie AMICHE all'entrata e i sorrisi rassicuranti di voi INSEGNANTI.
UNO ABBRACCIO A DOMANI GIORGIA B.
Ciao maestro Francesco.
RispondiEliminaAnche per me esiste un famiglia Allargata che sono alcuni i miei campagni e alcuni di Kung Fu e anche i miei zii e i miei nonni perché li vedo sempre e quando non li vedo mi mancano.
Li considero una famiglia perché perché sono sempre con me e mi considerano sempre .
La poesia e la canzone mi è piaciuta molto .
Buonanotte da Diletta.👭💝 E a Domani!.
Ciao maestro con il tuo post ho capito bene come possono crescere e fortificarsi questi legami, per arrivare a dire : una famiglia allargata , la poesia e la canzone mi sono piaciute ( lorenzo bianchi) A domani ...
RispondiEliminaCiao Maestro le mie amiche sono speciali e solo ora me ne rendo davvero conto. Sara con la tua risata travolgente, Dile con i tuoi giochi entusiasmanti, Ambra con i tuoi consigli rassicuranti, Giorgia con i tuoi disegni magici, Alessia con le tue proposte invitanti, Xin con il tuo mondo da scoprire, Sofia con la tua simpatia. Siete voi la mia famiglia allargata. Amiche mie torneremo presto a ridere e giocare insieme. Vi voglio bene.A domani. Alessia P.
RispondiEliminaCiao maestro hai ragione, le maestre della Giromini sono proprio speciali mi mancano tanto e mi mancano anche i miei compagni. Ciao da ANDREA
RispondiEliminaciao maestro, che belle parole e anche la poesia è stupenda.In questi giorni mi piace scrivere poesie sulle persone che voglio bene. Se chiudo gli occhi e ti penso mi viene di dirti.....Maestro..il maestro che c'è sempre a fianco a me ,maestro che sempre bravo e gentile con tutti, maestro il più scherzoso che c'è. ciao da Sara
RispondiEliminaCiao maestro la mia maestra dell'asilo l'ultimo anno ci ha regalato un biglietto con questa poesia sul tempo che è prezioso e non dobbiamo specarlo ma trascorrerlo soprattutto con chi ci vuole bene. Ciao
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