lunedì 27 aprile 2020

REGOLIAMOCI

Buongiorno alla sera
 Imparare che per essere liberi occorre rispettare delle regole può sembrare un controsenso.
 Alcuni pensano di essere liberi solo quando non hanno regole da rispettare, soprattutto se queste regole ci vengono imposte dagli altri, perchè pensano che la libertà dipenda solo da nostre decisioni.
Questo ragionamento diventa pericoloso però quando la mia libertà priva la libertà di qualcun altro.

Prendiamo lo sport ad esempio: se non ci fossero regole da rispettare non vincerebbe il più bravo, ma il più prepotente, vincerebbe chi, in mancanza di regole stabilite, arriverebbe all’obiettivo finale in qualsiasi modo, probabilmente imbrogliando o trovando modi poco simpatici per battere l’avversario, tanto non ci sono regole.
Chi vorrebbe giocare una partita del genere? Io no di certo.


Le regole sono fondamentali in ogni tipo di gioco. Avete in mente le biglie di vetro? Quelle piccole, colorate all’interno? 


Un tempo si facevano veri e propri tornei. Il più importante della mia strada si chiamava “Cicca, boccia e spanna” .

Si andava nel cortile di qualcuno, dove ci fosse tanta terra, rigorosamente all’aperto, si faceva una buca nel terreno, si tracciava una linea a una decina di passi dalla buca e si tiravano a turno le biglie, prendendole tra il pollice e il medio, con il dito indice che faceva da appoggio. 



Il primo che riusciva ad entrare nella buca con la propria pallina poteva bocciare, cioè colpire le biglie degli avversari, mentre se le ciccava, cioè le mancava, passava il turno e doveva sperare che anche la mira degli avversari non fosse altrettanto buona. 
Una volta entrati in buca, al proprio turno, si poteva avanzare di una spanna, cioè si prendeva la misura tenendo le dita aperte della mano, dalla punta del pollice al mignolo, poi si tirava per bocciare l’avversario. 
Noi il gioco lo chiamavamo anche schiocco, per i colpi che riuscivamo a sentire con le biglie quando si scontravano. Era un suono secco e speciale, più era forte più eri bravo a tirare; un suono che ricordo ancora con piacere, perchè lo schiocco significava aver vinto la biglia dell’avversario.
Le regole non erano molte e alcune volte ne inventavamo di nuove, come “piedino”, che permetteva a chi era rimasto con l’ultima biglia, di proteggerla levandosi una scarpa e mettendola ad una spanna davanti alla biglia in pericolo, a quel punto solo chi era veramente bravo riusciva a colpirla al volo, ma in una partita si avevano solo due “piedini” perchè poi le scarpe finivano, ma ricordo che pur di non perdere rimanevamo a piedi nudi!
Tutte queste regole però dovevano essere decise e condivise da tutti, prima della gara. 
Se ci pensate era un principio di democrazia!
Inoltre capitava che qualcuno si trovasse a metà torneo senza biglie e la regola più bella era che ogni giocatore era obbligato a regalarne una, per continuare la partita.

Ecco perché bisogna riflettere su quanto il rispetto delle regole possa renderci veramente liberi. 
Chi partecipa e rispetta tutte le regole, che tutti devono conoscere e condividere, al termine della partita sarà vincitore vero, perché sarà quello che si è preparato meglio, che ha giocato meglio, che ha avuto anche un pizzico di fortuna, ma che ha cercato tutte le soluzioni che erano a disposizione di tutti o alla fine sarà colui che ha trovato le strategie migliori. Ed è a questo punto che si potrà festeggiare.

Ma nello sport non sempre vince chi ha vinto. 
Ci sono immagini che vanno al di là delle vittorie, che sono rimaste leggendarie pur non riportando vincitori. 

Questa è una delle più famose fotografie di sport che siano mai state scattate. Il traguardo era lontanissimo, forse nessuno dei due ciclisti vinse quella gara, eppure lo scatto rimase nella storia, e tutti i veri sportivi ne hanno sentito parlare.
Si tratta dei due ciclisti più famosi di quello sport, Coppi e Bartali, nemici sulle strade perchè entrambi fortissimi e vincenti, ma campioni nella vita perchè sempre leali e corretti tra loro e con gli avversari.
Era una giornata caldissima e la salita come sempre durissima, la fatica si faceva sentire e a forza di pedalare le forze stavano scemando, occorreva tanta acqua, per non rimanere disidratati cioè senza sali minerali che ci permettono di avere l’energia per continuare a gareggiare.
Il campionissimo termina la sua borraccia ed è in difficoltà, l’altro avrebbe potuto approfittarne, scattare e vedere la sconfitta certa negli occhi e nelle gambe dell’eterno rivale. Chissà quante volte sarà successo tra sfidanti in gare importanti. Invece....
Invece viene passata una borraccia, un gesto semplice, che a loro era venuto naturale e che forse il fotografo ha catturato per caso o per fortuna.
Fatto sta che tutti e due hanno ricominciato a sfidarsi, alla pari, il vantaggio era stato annullato, la gara poteva proseguire per tutti e due i campionissimi e chi avesse vinto avrebbe assaporato la vittoria nella sua interezza.
Un gesto che va al di là di ogni regola, un gesto che non è scritto da nessuna parte, quello della solidarietà sportiva. 
Ti batto e ti sfido perchè sono il più bravo, il più preparato, non perchè tu sei in difficoltà. 
Non si è mai saputo davvero chi passò la borraccia, perchè loro non vollero mai dirlo, lo fecero e basta e questi li ha resi, oltre che campioni anche uomini veri.
Lo sport quindi scuola di vita, il gioco che ci riporta a contatto con la natura, i colori, i suoni, i profumi e in particolare le luci se giochiamo all’aperto, che creano in noi benessere e passione, ci fanno sentire vivi, pieni di energia, ripagati degli sforzi e dei sacrifici sofferti durante gli allenamenti.

Lo sport che fa aumentare la fiducia in noi stessi, la voglia di metterci alla prova e migliorarci, ma che ci fa conoscere anche i nostri limiti.

Lo sport che ci permette di conoscere il nostro avversario, di imparare a rispettarlo per poterlo battere. 

Il gioco che ci insegna a stare in gruppo, a collaborare, a dividersi spazi, regole e decisioni condivise, insomma lo spirito di gruppo. 

Lo sport che ci insegna il coraggio di non mollare davanti alle difficoltà e alle sconfitte ma di porsi sempre nuovi obiettivi, per migliorarci, per realizzare i nostri sogni, ma soprattutto per essere migliori.



14 commenti:

  1. Ciao a tutti,
    mi ha colpito tanto la foto che hai messo maestro .A presto.

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  2. Emozionante tutto...
    Forse il primo ciclista ha dato l'acqua al secondo perchè il portaborraccia è vuoto...
    Anche mamma giocava con le biglie come te e ancora le ha. Claudio C.

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  3. Emozionante tutto...
    Forse il primo ciclista ha dato l,acqua al secondo perchè il suo portaborraccia è vuoto.
    Anche mamma giocava con le biglie come te e ancora le ha...
    Claudio C.

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  4. Ciao maestro mio fratello che è in quinta ha partecipato con la sua classe al concorso "fair play" e la mamma mi hs spiegato cosa vuol dire questa parola!

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  5. Ciao maestro secondo me il gesto del ciclista della foto è molto gentile perché non ha approfittato del fatto che l'avversario non aveva più l'acqua ma lo ha aiutato.

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  6. Buongiorno alla sera maestro, bellissimo il racconto, io non ho mai gareggiato veramente contro qualcuno perché non faccio uno sport in cui si gareggia, ma faccio Zumba.
    Buona sera a tutti...a domani 🥰😴

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  7. Ciao maestro,anch'io condivido cio' che hai scritto.Da qualche anno pratico kung-fu e gli istruttori ci insegnano che il rispetto delle regole e dell'avversario sono fondamentali.Spero un giorno di diventare cintura nera ,ma so che dovro' impegnarmi molto e non arrendermi mai.Buonanotte..Noah

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  8. Ciao maestro il racconto di coppi e bartali mi è piaciuto tanto , le regole ci vogliono dappertutto servono a far andare bene tutte le cose (lorenzo bianchi ) A domani...

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  9. Buongiorno a tutti. Le regole sono importanti e vanno rispettate. Sono fatte per poter vivere tutti nel modo giusto.
    Alle biglie gioco anche io in spiaggia!!!!
    Federico

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  10. Ciao Maestro mi è piaciuto molto quello che ai scritto.
    Un abbraccio da Alessia p.

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  11. Ciao Maestro mi é piaciuto moltissimo quello che hai scritto

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  12. Ciao maestro Francesco...per me fare sport significa conoscere nuove persone, impegnarsi tanto in quello sport e provare a vincere. Durante una gara di pattinaggio o kung fu non mi hanno mai aiutato né l'ora a me...Ciao a domani da Diletta

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  13. Ciao maestro mi è piaciuto quello che hai scritto. Io gioco a tennis e mi piace un sacco non vedo l ora di tornare a giocare e di rivedere i miei amici.

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