domenica 26 aprile 2020

SCHERZI DI UNA VOLTA

Buongiorno alla sera.
Sono stato molto indeciso se scrivere quello che andrete a leggere, perchè vi ho già detto che si educa con l’esempio e quello che racconterò sicuramente non è un esempio da seguire, ma ho un alibi, cioè una scusa valida, quella di aver combinato quello che vi dirò quando avevo la vostra età e quindi in un periodo della vita in cui spesso si viene perdonati. 
Mettetevi comodi perchè non crederete ai vostri occhi o alle vostre orecchie se vi farete leggere il post da qualcun altro.

Ora immaginate un ragazzino della vostra età, sveglio, vivace e sempre in movimento, a cui non piaceva tanto parlare, ma che al posto delle parole usava la fantasia e ne inventava ogni giorno una nuova.

Tutto iniziò grazie ad una piccola bottega di alimentari che aveva l’ingresso proprio vicino al muretto di casa mia.
Era un via vai di gente che entrava ed usciva ed io mi appostavo dietro al muro per organizzare i miei scherzetti “diabolici”, vabbè diabolici è esagerato, diciamo monelli.
Un giorno preparai parecchia cartapesta, presi strisce di giornale e le ammorbidii nell’acqua, poi presi il vinavil e feci una bella poltiglia, quindi mi misi all’opera e creai le più belle pupù di cartapesta che si fossero mai viste, le colorai ben bene di marrone con le tempere e una volta seccate le posizionai fuori dal negozio.
Cominciò la gara...nel senso che le persone che entravano o uscivano dal negozio erano costrette a fare uno slalom gigante tra le mie opere d’arte e qualcuno disse pure le parolacce, maledicendo quel cane puzzone e il suo padrone maleducato. 
Le mie risate purtroppo durarono poco perchè la proprietaria, avvisata dai clienti, uscì con la scopa e la paletta e sproloquiando cioè borbottando a voce alta parole che non vi posso ripetere, ripulì tutto e, pensando fosse vera, buttando nella pattumiera.

Ci rimasi un po’ male perché non aveva capito la mia arte, ma almeno non mi aveva scoperto.
Il giorno dopo tornai alla carica.
Stavolta legai ad un filo da pesca un portafoglio che mi aveva regalato la mia nonna e lo gettai vicino all’ingresso, poi feci passare il filo in un buco che serviva per lo scolo dell’acqua e mi misi in attesa.
Dopo pochi minuti uscì una delle tante signore anziane che affollavano la botteghina e pur essendo mezza accecata dalla vecchiaia si gettò come un falco sul mio portafoglio, cercando di afferrarlo. Io fui più veloce del falco e diedi uno strattone al filo, che fece spostare il malloppo, e quasi precipitare a terra la vecchietta, che però si riprese, anche se non riuscì a capire cosa fosse successo. 
Allora, questa volta piano piano si avvicinò con fare furtivo, come per dire: “Dove credi di andare, ormai sei mio!” 
Ma anche questa volta la fregai e, all’ultimo momento, il portafoglio fu portato in salvo dentro al buco.
Ho solo un rammarico, cioè un piccolo dispiacere, quello di non aver visto la sua faccia, perchè scappai a gambe levate, cioè velocissimo.
Quando fui in grado di respirare nuovamente perchè la corsa e l’agitazione di non essere scoperto mi aveva mandato il cuore in gola, mi rimisi all’opera.

Purtroppo le persone che arrivarono dopo la vecchietta ci vedevano meglio e dopo un attimo in cui le vedevo che si fermavano, si facevano una risata e proseguivano senza chinarsi....
“Accidenti” pensai io, “Vedono il filo!”
Allora Accesi il cervello e decisi di mettere 500 lire un po’ fuori dal portafogli, per far sembrare la cosa ancora più vera,  avrebbero distolto l’attenzione dal filo, così non lo avrebbero notato, focalizzando lo sguardo sul denaro.


Funzionò...anche troppo.

Un signore, che non sembrava nemmeno tanto anziano, vide il portafoglio, si fermò di colpo, come se avesse sentito uno sparo, si guardò intorno con circospezione, perché doveva controllare se altri lo stavano osservando, e si chinò velocemente per afferrarlo.
Purtroppo fui velocissimo. Sapete perchè purtroppo? 

Lo scherzo riuscì troppo bene, quel signore mancò la presa,  ma perse l’equilibrio e dopo due o tre passi stile sciatore che prende per sbaglio la pista nera, finì contro la vetrina del negozio!
Il vetro fortunatamente resse l’urto, ma quel signore no e cadde seduto a gambe all’aria!

Successe il finimondo...ma io posso immaginare solo quello che accadde veramente, perchè mi nascosi per tutto il pomeriggio.
Sicuramente la bottegaia, uscita per il trambusto, vide quel signore a terra, dopo averlo soccorso, in realtà non si era fatto niente a parte l’orgoglio ferito per essere stato fregato, raccontò del portafoglio, sparito misteriosamente nella fessura del muro e la bottegaia, infuriata anche perché avrà ricollegato lo scherzetto del giorno prima, che va a suonare a mia mamma.

Volete sapere come andò a finire?
Meglio che non ve lo racconti perchè siete troppo piccoli, ma mia mamma non me la fece passare liscia e mi tolse anche il pallone per una settimana, perchè la play station non esisteva, e togliermi il pallone era come togliermi l’aria!

Pensate che io capii la lezione? 
Nemmeno per sogno. 
Fui costretto a portare un mazzo di fiori alla bottegaia, e non solo, avrei dovuto raccoglierli personalmente nel campo incolto di fronte a casa mia.
A quel tempo dove abitavo era tutto un campo, la zona la chiamavano la Prada, proprio perché era tutta verde con un’unica strada che divideva le case, così a malincuore ci andai.
Mentre raccoglievo tutti i fiori che mi capitavano pensavo all’ingiustizia tremenda di quella punizione e che il mio scherzo era stato invece simpatico; non era mica colpa mia se quell’uomo per poter arraffare il mio portafogli aveva perso l’equilibrio e aveva dato una craniata alla vetrina! 

Così pensando e ripensando mentre raccoglievo fiori di campo, mi venne un’idea malsana. Una di quelle idee che non dovrebbero mai venire ad un bambino di otto, nove anni.

Raccolsi un bel po’ di ortica, quella bella pelosa, ci tolsi le foglie più grosse, perchè altrimenti l’avrebbe subito riconosciuta e la misi nel mio bel mazzolino colorato.

Un giorno vi racconterò come andò a finire quando la bottegaia prese il mazzolino tutta sorridente, pensando di avermi sconfitto e piano piano vidi trasformare il suo sorriso in un volto stupito e poi in una smorfia di dolore...un’altra volta però, perchè non vorrei togliere spazio agli scherzi, altrettanto malsani dei signori Sporcelli, prima però dovete promettermi di non ripetere i miei scherzi, perchè i tempi sono cambiati e una volta le persone avevano tanta pazienza, sapevano che i bambini dovevano arrangiarsi per divertirsi, non c’erano videogiochi o maratone di cartoni animati alla televisione, oggi vi prenderebbero per maleducati, mentre ai miei tempi, era un’altra storia.

Ora buon ascolto. 

15 commenti:

  1. Ciao Maestro mi è piaciuto quello che ai scritto e stato divertente il muovo capitolo.
    Un abbraccio da Alessia p.

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  2. Ciao...veramente divertente quello che hai raccontato!!sei proprio dispettoso!!chissà se quei fiori li hai raccolti dove ora abito io....dietro ai pompieri!!Lorenzo Bertagnini

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  3. ciao maestro quello che hai scritto mi è piaciuto molto. Mi è piaciuto molto lo scherzo della pupù ma anche quello del portafoglio non era niente male. Non vedo l'ora di vedere il prossimo capitolo, un saluto a tutti da Raffaele.

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  4. Ciao Maestro, mi sono piaciuti i tuoi scherzi. Sei mitico!
    Un abbraccio a tutti
    Gabriele

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  5. Buongiorno alla sera Maestro,
    divertente quello che hai scritto, sai anche il mio zio era um po' dispettoso come te. Ah Ah AH!
    A domani e baci baci
    GIORGIA

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  6. Buongiorno alla sera maestro,il tuo post e' molto divertente .Non pensavo che da piccolo fossi cosi' dispettoso!
    Anche gli Sporcelli mi piacciono molto.Noah

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  7. Ciao maestro ma quanti scherzi hai fatto da bambino? Mi sarebbe piaciuto essere lì con te a guardare le persone che cercano di scansare la pupù e di afferrare il portafogli ... troppo divertente. Ciao ciao

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  8. Ciao maestro , che bsmbino monello che eri ! Se l'avessero detto altre persone non ci avrei mai creduto , mi è piaciuto tanto lo scherzo della pupu' ( lorenzo bianchi ) A domani ...

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  9. Ciao maestro, la storia degli Sporcelli è fantastica! Ma quanti guai hai combinato da piccolo!?Cosa ha pensato la bottegaia dei tuoi scherzi? A presto.Giulia P.

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  10. Ciao maestro Francesco...i tuoi scherzi sono un po diabolici ma simpatici quando li ho letti pensavo povera bottegai che deve ripulire.
    Non ho mai pensato che da piccolo fossi così dispettoso!!!!!!! Non ci ho mai pensato di fare uno scherzo a qualcuno .Gli scherzi che ha fatto il Signor Sporcelli sono un po cattivelli .Buonanotte da Diletta a domani un abbraccio forte. 😴😇

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  11. Ciao Maestro eri davvero un bel birbante! Non vedo l'ora che sia domani per assistere alla tua video lezione insieme ai miei compagni! A domani, un abbraccio a tutti. Alessia P.

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  12. Buongiorno alla sera maestro, mi sono molto divertita a leggere gli scherzetti che faceva. Quando ci scrivi la fine della ultimo scherzo? Un saluto a tutti.🥰

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  13. Ciao maestro io e te potevamo essere grandi amici da piccoli!Gli scherzi sono troppo divertententi io ne faccio in continuazione,la mia vittima preferita è mio fratello ma anche i miei genitori!

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  14. Buongiorno alla sera Maestro.
    Anche io sono molto dispettoso, ho preso dal mio babbo. Grazie dei suggerimenti ihihih

    Federico

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  15. Ciao maestro mi ha fatto molto ridere il nuovo capitolo e anche leggere dei tuoi scherzi!!!

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