domenica 10 maggio 2020

SIAMO CERCHI NELL’ACQUA

Tantissime volte mi sono chiesto quale importanza possano avere le nostre azioni visto che il mondo è così grande. 
Ma davvero se io indosso la mascherina prima di uscire di casa, se getto i rifiuti nel contenitore giusto, se risparmio acqua chiudendo i rubinetti o spreco meno cibo possibile, posso salvare la terra e i suoi abitanti? 

Sicuro sicuro che se rispetto le regole e cerco di essere più gentile con tutti, se mi impegno nello studio e accetto i consigli di chi mi vuole bene, vivrò in un mondo migliore, per me e per chi mi starà vicino?

La risposta è: “Sicuramente sì”. 


Noi siamo come i cerchi nell’acqua della storia che vi propongo qui sotto. 

Spesso ci sembra che le nostre azioni siano insignificanti, che non servano a molto, soprattutto quando gli altri non ci lodano o ci dicono apertamente che siamo stati bravi, ma ogni gesto che compiamo, ogni azione utile e giusta, può cambiare la nostra vita e, a volte, in modo straordinario, la vita degli altri.

Un cerchio nell’acqua
Il piccolo stagno sonnecchiava perfettamente immobile nella calura estiva.
Pigramente seduto su una foglia di ninfea, un ranocchio teneva d’occhio un insetto dalle lunghe zampe che stava spensieratamente pattinando sull’acqua:
presto sarebbe stato a tiro e il ranocchio ne avrebbe fatto un solo boccone, senza tanta fatica.
Poco più in là, un altro minuscolo insetto acquatico, un ditisco,guardava in modo struggente una graziosa ditisca:
non aveva il coraggio di dichiararle il suo amore e si accontentava di ammirarla da lontano.
Sulla riva a pochi millimetri dall’acqua un fiore piccolissimo, quasi invisibile, stava morendo di sete.
Proprio non riusciva a raggiungere l’acqua, che pure era così vicina.
Le sue radici si erano esaurite nello sforzo.
Un moscerino invece stava annegando.
Era finito in acqua per distrazione.
Ora le sue piccole ali erano appesantite e non riusciva a risollevarsi e l’acqua lo stava inghiottendo.
Un pruno selvatico allungava i suoi rami sullo stagno.
Sulla estremità del ramo più lungo, che si spingeva quasi al centro dello stagno, una bacca scura e grinzosa, giunta a piena maturazione, si staccò e piombò nello stagno.
Si udì un “pluf!” sordo, quasi indistinto, nel gran ronzio degli insetti.
Ma dal punto in cui la bacca era caduta in acqua, solenne e imperioso, come un fiore che sboccia, si allargò il primo cerchio nell’acqua.
Lo seguì il secondo, il terzo, il quarto…
L’insetto dalle lunghe zampe fu carpito dalla piccola onda e messo fuori portata dalla lingua del ranocchio.
Il ditisco fu spinto verso la ditisca e la urtò:
si chiesero scusa e si innamorarono.
Il primo cerchio sciabordò sulla riva e un fiotto d’acqua scura raggiunse il piccolo fiore che riprese a vivere.
Il secondo cerchio sollevò il moscerino e lo depositò su un filo d’erba della riva, dove le sue ali poterono asciugare.
Quante vite cambiate per qualche insignificante cerchio nell’acqua.

Brano tratto dal libro “Cerchi nell’acqua.” di Bruno Ferrero. Edizione ElleDiCi.

9 commenti:

  1. Ciao Maestro mi è piaciuto quello che hai scritto.
    Un abbraccio da Alessia p.

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  2. Ciao maestro,è proprio una bella storia!Anch'io penso che dobbiamo tenere pulita la terra e fare il nostro dovere.Un abbraccio da Andrea

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  3. Ciao maestro, mi è piaciuta tantissimo la storia, com'è possibile che una bacca può cambiare tutto.
    UN ABBRACCIO🤗 FORTISSIMO E A DOMANI 😘

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  4. Ciao maestro quello che dici è molto vero.(lorenzo bianchi) a domani.

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  5. Ciao maestro , la storia mi è piaciuta molto
    Un saluto da Raffaele

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  6. Bella la storia!! Ogni storia è un insegnamento 😊
    Federico

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  7. ciao maestro bellissimo racconto...

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  8. Ciao molto bello il racconto!😀

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  9. Ciao maestro questa lettura mi è piaciuta molto, siamo tutti come i cerchi nell'acqua e le nostre azioni anche se piccole possono avere delle conseguenze sugli altri e su noi stessi. Ciao

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